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MATTEO DI FLAVIA, CON IL VENTO IN POPPA… BUON VIAGGIO!

A MILAZZO tutti conoscevano MATTEO DI FLAVIA. E tutti hanno pianto per l’improvvisa partenza di un amico. 

Ho volutamente osservare il silenzio ripensando a MATTEO: non ho voluto scrivere qualcosa su di lui, dare la notizia, stringermi ai suoi cari, lontani da Milazzo in attesa che lui, Matteo, venisse restituito alla famiglia dopo gli adempimenti previsti dalla legge.

Carattere deciso, MATTEO non ha smesso mai di lavorare nonostante fosse stato collocato a riposo. Era l’anima pulsante dell’Associazione STELLA MARIS, ed in chiesa ha espresso il suo dolore nei confronti dei marittimi andati via per sempre, che avevano forgiato la loro vita in mesi e mesi di navigazione sulle rotte di tutto il mondo, solcando mari calmi o agitati. Matteo  aveva portato con sè lo stendardo della Stella Maris. Da lui poche parole, tanti ricordi… una sola speranza: che in questo nuovo viaggio che avrebbe portato lontano quei marittimi, potessero trovare acque tranquille da solcare, assieme a nuovi amici pronti ad accoglierli quando giungeranno in un porto per riposare. Per l’eternità.

C’è però un ricordo che racchiude la vita di quest’uomo: una lunga storia d’amore, ricorrendo al titolo di una canzone di Gino Paoli; ma qualsiasi canzone che parla d’amore può essere abbinata alla storia di Matteo e di Marinella, la sua sposa.

A raccontarla è stato lo stesso Matteo, milazzese di Vaccarella, che come tutti i ragazzi del suo tempo era stato chiamato a servire la Patria. Per il suo fisico era stato arruolato nel Battaglione San Marco. Congedatosi nel 1968, Matteo aveva lavorato con la MICOPERI, a Milazzo, ed era stato imbarcato per la costruzione dei pontili della Mediterranea. Si era trasferito a Marina di Ravenna, con l’entusiasmo tipico della gioventù, senza immaginare che la sua vita sarebbe cambiata: essendo spesato di tutto, non si curava di preparare qualcosa da mangiare, ma preferiva la comodità di un ristorante, LE SETTE SORELLE.

Giorno per giorno, a quel tavolo veniva servito da una ragazza di 16 anni, di nome Marinella, figlia dei proprietari, i coniugi Irma e Pino, che conducevano il locale a gestione familiare. E fra una portata e l’altra, Matteo sorrideva a quella ragazza, con il carattere gioviale e spontaneo, scambiando qualche parola, qualche battuta, parlando della sua Sicilia, di Milazzo, del suo lavoro… Finché un giorno decide di dire qualche frase in più: “Senti, mi vorresti sposare?”

A Marinella parve di toccare il cielo con un dito: il siciliano aveva fatto breccia nel suo cuore, e senza alcuna esitazione disse di sì!

Poi Matteo dovette partire, su una nave. Se è vero che i marinai hanno un’innamorata ad attenderli in ogni porto, quel detto non era per lui: quel siciliano aveva una parola sola, e doveva rispettare la promessa e l’impegno presi. Finché un giorno del 1970 era ritornato. Erano passati quasi due anni, e Marinella lo aspettava per realizzare il sogno d’amore!

Il matrimonio fu celebrato a Marina di Ravenna il 25 ottobre 1970. Il lavoro continuava, e in quella città Matteo e Marinella ebbero la prima figlia, Maria Rosaria. Poi, quattro anni dopo, nel 1974, il trasferimento: stavolta si tornava a Milazzo, dove una nuova famiglia sarebbe stata accolta con gioia e con affetto da tutti.

La generosità che da sempre accompagna la nostra gente, il sacro dovere dell’ospitalità, le premure per quella giovane sposa la fecero sentire a casa sua! Innamorata della nostra terra, Marinella decise che non avrebbe più lasciato quella casa in cui viveva con il marito e i figli; il mare, il sole, il cielo, la gente, gli amici, le persone care, i nuovi parenti facevano parte della sua vita di moglie e di mamma! Matteo continuava a lavorare con la MICOPERI, alla realizzazione del terzo pontile della Mediterranea… e la famiglia non avrebbe più lasciato Milazzo.

Matteo e Marinella avrebbero avuto sei figli, Maria Rosaria, Irma, Giusy, Antonio, Francesca, Pino, poi sarebbero arrivati i nipoti; ed anno dopo anno, anche giorni lieti e tristi, come in tutte le famiglie; tanti giorni da ricordare e tanti altri che vorremmo cancellare. Giorni da rivivere perché sono durati poco, giorni da tenere lontani perchè, in un solo attimo, hanno scavato ferite profonde e solo a ripensarci le riaprono.

E’ la vita, che ci accompagna nonostante tutto. E’ la nostra, non possiamo viverla diversamente, perchè tutto è stabilito! Possiamo solo raccontarla, anche brevemente, soffermandoci sugli avvenimenti indimenticabili.

Ed io ve la racconto come ha fatto MATTEO, sicuramente felice che siano gli altri a leggerla, per rivivere quella data che ha messo il sigillo su una storia d’amore cominciata lontano, in un tavolo di un ristorante di Marina di Ravenna, dove un milazzese di 22 anni faceva gli occhi dolci ad una ragazza di 16, e poi le ha chiesto di sposarlo. E lei gli ha risposto di sì…

Ecco, Matteo, e Marinella, una lunga storia d’amore, sicuramente già decisa. Doveva andare così!

MATTEO DI FLAVIA se n’è andato, e nessuno pensava che la sua vita dovesse chiudersi così, all’improvviso!|

Ha lasciato una lunga scia di profumo, buoni insegnamenti, sani principi che i suoi cari osserveranno.

Ha lasciato l’amore nei confronti della sua famiglia, ha lasciato l’amore per San Francesco, u Santu Patri; ha lasciato l’amore per i tanti fratelli che l’hanno conosciuto nella STELLA MARIS, e che adesso lo piangono.

SIAMO AFFETTUOSAMENTE VICINI IN QUESTO TRISTE MOMENTO ALLA MOGLIE, AI FIGLI, A TUTTI I CONGIUNTI DI MATTEO DI FLAVIA. LA SANTA MESSA DI COMMIATO VERRA’ CELEBRATA ALLE ORE 17 DI MERCOLEDI’ 19 MARZO AL SANTUARIO DI SAN  FRANCESCO DI PAOLA.

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