MATTEO, qualcuno in chiesa, durante la celebrazione della Santa Messa, leggerà quella preghiera che tu eri così solerte a ricordare e a consegnare quando qualche navigante andava via per sempre. Tu che eri pronto a telefonarmi quando scrivevo il necrologio di qualcuno che ti era stato compagno sulle navi, e mi facevi presente che se era spento un vecchio navigante.
Tu eri un vecchio navigante, tu eri l’anima della Stella Maris. Tutta Milazzo ti voleva bene, Matteo. Non sono stato il solo ad accorgermene…
Ecco la preghiera che questa volta sarà recitata per te. Buon viaggio, amico mio.
Al calar della sera,
noi uomini di mare a Te leviamo o Signore
la nostra preghiera ed i nostri cuori:
i vivi sulle navi, i morti in fondo al mare.
Fa che la notte passi serena per chi veglia nel lavoro,
per chi stanco si riposa. Fa che ogni navigante,
prima del sonno, si segni col tuo segno, nel Tuo amore,
nel Tuo perdono ed in pace coi fratelli.
Fa che ogni nave conservi la sua rotta ed ogni navigante la sua fede.
Comanda ai venti ed alle onde di non cimentare la nostra nave,
comanda al Maligno di non tentare i nostri cuori.
Conforta la nostra solitudine con il ricordo
dei nostri cari, la nostra malinconia
con la speranza del domani, le nostre inquietudini
con la certezza del ritorno.
Benedici le famiglie che lasciammo sulla riva;
Benedici la nostra Patria
e tutte le Patrie dei naviganti,
che il mare unisce e non divide:
Benedici il nostro fratello del mare.
Benedici chi lavora in mare per meritarsi
il pane quotidiano. Benedici chi in fondo al mare
attende la Tua luce, ed il Tuo perdono.
BENEDICI!!
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